Non dimenticare di abbracciarmi online dating

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» gli chiede concitata ma allo stesso tempo sommessa, come se avesse paura della risposta. Se dice di no, rischia di rovinare l’atmosfera leggera che lui le sta chiedendo. C’è un secondo elemento importante nell’identikit di chi in amore insegue. «Mi sono annullata per lui, ho perso completamente la mia dignità.Davide diventa freddo, distante, la guarda come infastidito anche se cerca di mascherarlo: «Giulia, io sono fatto così. Io non voglio una relazione di coppia, sto bene con te e mi piaci molto ma sai… Non mi va di essere obbligato a chiamarti, né di doverti dare giustificazioni. Mi sento così dipendente anche solo da un suo sguardo.Lo sguardo di Giulia si abbassa, sta cercando dentro di sé di non rimettersi a piangere.Quando riprende, nel tono della sua voce c’è l’ombra del senso di colpa, la colpa di non aver capito subito i giochi dell’altro: «Non mi ha chiamata per tre giorni. Poi all’improvviso mi scrive: “scusa, ho avuto da fare. Dietro al ruolo di chi, come in un gioco, insegue la persona amata si nasconde una persona fragile, e con un grande bisogno di amore e di attenzioni.Poi basta che mi regali una rosa e mi dimentico di tutto». Ma potrebbe essere chiunque: un uomo perso per una donna che non lo ricambia, una ragazza più giovane alle prese con il primo amore, una moglie impazzita di desiderio per un amante che la sottrae alla routine del matrimonio, un manager d’azienda così come qualsiasi figura o ruolo dove si cerca di essere in genere impeccabili e seri.Può accadere a chiunque, quando non si ha stima di sé.Quando non ci si ama abbastanza, quando si basa il proprio valore sul giudizio e l’opinione degli altri, quando si fonda la stima di sé sulle attenzioni che ci vengono rivolte. I ruoli sono sottili, così come il gioco è impercettibile.

Di sapere che l’altro ci vuole, ci desidera, ci brama. Ecco quindi un elemento in comune e che rende impossibile l’amore vero tra chi fugge e chi rincorre: la disistima.Chi scappa rifiuta l’amore, ma chi rincorre ha bisogno di quel rifiuto. Al contrario, chi ama e vuole una relazione seria spesso “snobba” occasioni con persone disponibili, pronte ad esserci in tutto e per tutto, per rincorrere chi invece non le sa amare. Ecco perché il detto “in amor vince chi fugge” è il ritratto di uno dei più perversi meccanismi dell’amore. «La verità è che non gli piaci abbastanza» dice l’amica del cuore a Giulia, cercando di farla ragionare. L’identikit di chi fugge, come Davide, è il ritratto di una persona che non sa amare.Chi non chiama rivendica i propri spazi e la propria libertà, ma chi telefona di continuo necessita di una vita altrui della quale appropriarsi. Non importa quindi se gli piaci abbastanza o se non gli piaci davvero.Il non saper creare legami stabili e il cercare persone che non sappiano darci l’equilibrio giusto per dare vita a rapporti maturi è segno di una mancata stima di sé. Il coinvolgimento emotivo e la nascita di sentimenti veri è un passo che richiede impegno e maturità. La stima di sé crea radici solide per un amore concreto. Se ti innamori di una persona che fugge, e riesci a farla restare, ho i miei dubbi che quella che instaurerai sarà una relazione costruttiva.Due elementi che senza una solida autostima fanno fatica a coesistere. A meno che entrambi non lavoriate per accrescere e nutrire il vostro rapporto.

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